Dal Popolamento della Valle alla Emigrazione Girovaga
Circa diecimila anni or sono i nostri antenati vivevano sui monti, si cibavano di carne di animali selvatici catturati dagli uomini e dei frutti spontanei raccolti dalle donne.
Poi hanno iniziato a coltivare le terre. La zona più idonea all'agricoltura era il versante sud del Monte Pelpi, ben assolato, riparato dal vento e ricco di sorgenti d'acqua.
Vi è un importante documento risalente a circa 110 anni d.C. (circa 1900 anni or sono) la “Tavola alimentaria Traiana” in cui è citato il Saltus Bituniae, ossia i pascoli della zona tra Bedonia e il Pelpi. Nella stessa tavola di bronzo sono citati anche i Coloni lucenses, ossia coltivatori che probabilmente venivano dalle vicine Val Vara e Val Magra (territori di Lucca).
Nei secoli successivi l'aumento della popolazione ha comportato l'utilizzo di altre terre ottenute col dissodare (roncare) zone boschive e da questa azione sono derivati i nomi dei luoghi: Ronco Desiderio nel territorio di Compiano, Ronco Novo e Roncole nel territorio di Bedonia.
Durante l'Impero Romano da noi non vi furono guerre, ma nel Quinto secolo d.C. con l'arrivo dei Longobardi ci trovammo al confine tra i due popoli contendenti, quindi iniziarono anche le fortificazioni, da noi un Castrum sovrastante la grande piana del Taro Campo Plano; il nome Compiano deriva proprio da Castrum CumPlano.
In questo periodo la zona del Pelpi, Saltus Bituniae, rimase la più popolosa e fruttifera, ma nel 1300 iniziò a staccarsi dal Pelpi una grande frana che indusse molti contadini a spostarsi nei vicini villaggi di Cavignaga e Nociveglia, poi nel 1600 la frana assunse grandi proporzioni e distrusse i villaggi di Casalazone, Perpidi, Februario. La frana si fermò nel luogo ora chiamato impropriamente Libbia, che invece dovrebbe chiamarsi come in dialetto Lübbia ossia Frana.
Questa volta la grande fuga dalla frana non trovò più ospitalità negli affollati villaggi circostanti ed iniziò pertanto la
EMIGRAZIONE GIROVAGA



